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luned 23 ottobre 2017
 
 
Turin-Index

Turin-Index | Indice di morosità nei servizi pubblici locali

L'Indice
La quantificazione e l’identificazione degli utenti che rientrano nelle categorie più esposte al rischio di affrontare periodi di insolvibilità, ovvero problemi di sostenibilità nel pagamento delle bollette, o vulnerabili, cioè che possono facilmente cadere nella suddetta categoria per improvvisi shock dal lato del reddito o delle spese familiari, è un compito di rilevanza strategica sia per l’operatore privato che per gli amministratori di politiche di welfare.
L’osservazione approfondita della morosità, la presenza di punti di vista spesso contrastanti del fenomeno e l’esistenza di elevata eterogeneità tra aree geografiche e servizi osservati ha fatto nascere l’idea di proporre una misura sintetica della morosità che mettesse insieme una trattazione formalmente consistente ad una misura di facile lettura e versatile al punto da poter essere utilizzata sia da operatori tecnici specializzati (utilities ed esperti) sia da decisori locali (sindaci, assessori). Dallo studio sistematico delle analisi della povertà e di quella parte della letteratura economica che si è occupata della predisposizione di indici di persistenza della povertà, nello specifico con la trasposizione del Longitudinal Poverty Index al caso della morosità, è nato il Turin-Index. L’indice è una misura sintetica, compresa tra 0 e 1, utilizzabile dagli operatori locali per individuare fasce di utenza soggette al rischio di ritardare i pagamenti. I valori estremi dell’intervallo identificano le due situazioni limite: l’indice assume valore 1 per gli utenti che sono morosi “cronici” ovvero che presentano una storia di pagamenti completamente caratterizzata da ritardi. Assume invece valore 0 per coloro che invece non hanno mai ritardato un pagamento. La presenza nel campione di una massa di bollette pagate con puntualità determina valori medi del Turin-Index molto prossimi allo zero (nell’ordine della seconda cifra decimale).
La peculiarità dell’indice è quella di offrire una visione dinamica del fenomeno della povertà tenendo conto della “storia” dell’individuo/utente, dell’intensità dello stato di morosità (giorni di ritardo e dimensione del debito), della maggior rilevanza del passato prossimo rispetto al passato remoto (“effetto emergenza”). L’idea che suggerisce l’introduzione dell’effetto emergenza è che una serie di periodi di morosità lontani nel tempo seguiti da pagamenti puntuali siano rappresentativi di una situazione di crisi superata.
Infine, l’indice può essere facilmente aggregato (attraverso la media) per costruire misure rappresentative della morosità per servizio o bacino di riferimento (comune, provincia, ecc.).

Casi di applicazione
Ad oggi l’indice è stato applicato ai seguenti casi:
- Città di Torino, Energia elettrica, in collaborazione con IREN Mercato SpA: popolazione delle utenze domestiche servite con tariffe riferibili al servizio di “Maggior Tutela” per un totale di circa 175.000 utenze, per il periodo di fatturazione 2008-2011;
- Provincia di Torino, Servizio idrico integrato, in collaborazione con SMAT SpA: campione di circa 50.000 utenze monofamiliare o plurifamiliari, per il periodo di fatturazione 2007-2011;
- Provincia di Cuneo, Gas naturale, in collaborazione con EGEA SpA: popolazione delle utenze domestiche monofamiliare servite con tariffe riferibili al servizio di “Maggior Tutela” per un totale di circa 34.000 utenze, per il periodo di fatturazione 2009-2011.

I risultati sono stati presentati nella conferenza stampa del 20 dicembre 2012.
Consulta la presentazione.


Le potenzialità dell'Indice


   



L’attività di ricerca nella sua prima fase è stata finanziata dalla Fondazione CRT di Torino e dalla multiutility EGEA di Alba e si è avvalsa della collaborazione di IREN Spa e SMAT Spa, oltre che della già citata EGEA di Alba, per quanto riguarda la messa a disposizione di un vasto dataset per il test dell’indice.

 
 
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